La trombosi emorroidaria è una patologia benigna che in genere colpisce improvvisamente, anche coloro che non hanno mai sofferto di sintomatologia specifica emorroidaria.
La patologia si presenta come una tumefazione dolente della regione perianale, che insorge rapidamente, con un dolore urente proporzionale alla grandezza della tumefazione. La massa contiene un trombo venoso, che si forma per motivi non del tutto conosciuti, con una insorgenza improvvisa, all'interno del gavocciolo emorroidario.
Il dolore ha un picco di intensità intorno alle 48 ore, per poi regredire gradualmente nei giorni successivi.
Talvolta la tumefazione tende ad ulcerarsi, rilasciando materiale sieroso o poltaceo, causando talvolta una flogosi suppurativa della tumefazione e causando ulteriore insorgenza di dolore e notevole fastidio locale.
La tumefazione, se lasciata in sede, tende a ridursi spontaneamente nell'arco di qualche settimana, per effetto dei processi di riassorbimento spontanei; può residuare una piccola marisca cutanea.
Il trattamento di questa affezione emorroidaria varia in base al tempo trascorso dall'insorgenza dei sintomi ed alla sintomatologia dolorosa riferita dal paziente.
Se la tumefazione è molto dolente ed è insorta da meno di 48 ore, si può pensare ad un trattamento di incisione dell'emorroide trombizzata; se invece il dolore non è intenso o sono trascorsi più di tre giorni, può essere utile un trattamento non chirurgico, sintomatico.
Un trattamento conservativo consiste nell'assumere farmaci antidolorifici, un blando lassativo di massa ed eseguire semicupi tiepidi da tre a quattro volte al dì, igiene locale con detergenti per igiene intima. Evitare di mantenere umida la zona per ridurre il rischio di macerazione locale.