Ernie della parete addominale

Ernia ombelicale

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L'ernia ombelicale è una fuoriuscita di visceri attraverso la cicatrice ombelicale.

Il contenuto addominale (anse intestinali o tessuto grasso) si fa strada attraverso l'ombelico, che è una zona di debolezza congenita della parete addominale.

L'ernia ombelicale è più frequente in persone obese e in presenza di ascite, ma è presente in entrambi i sessi ed a tutte le età.

Inizialmente l'ernia può essere piccola, ma gradualmente tende ad aumentare di dimensioni, fino a raggiungere grandi dimensioni. In genere l'ernia ombelicale di piccole dimensioni contiene solo grasso dell'interno dell'addome, ma via via che aumenta di dimensioni nell'ernia può impegnarsi anche l'intestino tenue.

L'ernia ombelicale, come tutte le ernie, può andare incontro a complicazioni e le più frequenti complicazioni sono:

 

  • l'incarceramento,
  • l'intasamento erniario,
  • lo strozzamento erniario.

 

Queste complicanze possono essere variamente intersecate fra di loro e susseguirsi l'una all'altra in un crescendo di gravità.

L'incarceramento erniario è causato dalla presenza di tessuti erniati nel cingolo erniario, senza possibilità di riduzione spontanea per fenomeni infiammatori fra il contenuto erniario e la parete dell'ernia.

L'intasamento erniario comporta la formazione di una ostruzione intestinale causata dall'impegno di una ansa intestinale nel cingolo dell'ernia: questo comporta una occlusione intestinale che necessita di essere risolta in tempi brevi.

Lo strozzamento erniario si verifica in caso di strangolamento delle strutture vascolari da parte del cingolo erniario portando in sofferenza i tessuti erniati. Necessita di soluzione sollecita per evitare conseguenze più gravi all'intero organismo. In caso di strangolamento la soluzione consiste nell'intervento chirurgico di riduzione dell'ernia e di plastica della parete, per chiudere l'ernia ed evitare il ripetersi dello strozzamento.

 

 

Complicanze delle ernie

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Le complicanze delle ernie sono essenzialmente quattro:

  • strozzamento
  • incarceramento
  • intasamento
  • infiammazione del contenuto erniario


Lo intasamento erniario è determinato dallo accumulo di materiale fecale nelle anse intestinali erniate. L'accumulo determina una occlusione intestinale più o meno accentuata; se non si riesce a sbloccare la situazione, l'incarceramento può evolvere in strozzamento erniario.

 

 

 

Ernia epigastrica

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L'ernia epigastrica è generalmente collocata sulla linea mediana dell'addome, in genere sulla linea alba, fra l'ombelico e la parte bassa dello sterno. Si forma attraverso delle zone di debolezza congenita della parte mediana dell'addome, a lato dei muscoli retti addominali, in genere nel punto di passaggio di un vaso sanguigno. Può essere di piccole dimensioni e gradualmente raggiunge volumi pù elevati. Si caratterizza per la fuoriuscita di tessuto adiposo attraverso il foro dei tessuti ligamentosi, ma talvolta anche per la fuoriuscita di parte dell'intestino, via via che l'ernia diviene più grande.

La sintomatologia di esordio è in genere caratterizzata da un gonfiore di piccole dimensioni, che scompare in posizione distesa e si accentua in posizione eretta. L'ernia epigastrica può dare una sintomatologia lieve che progressivamente tende ad aumentare. In alcuni casi tende a dare sintomi di incarceramento e di strozzamento, evento associato ad irriducibilità dell'ernia dentro la parete addominale e da dolore, accompagnato da nausea e vomito persistente. Lo strozzamento necessita di visita medica sollecita e di intervento chirurgico se non si riesce a ridurree l'ernia.

La cura è solitamente chirurgica, attraverso una piccola incisione cutanea e la chiusura del difetto erniario. Il chirurgo può decidere di utilizzare una protesi in materiale plastico per ridurre il rischio di recidiva erniaria dopo l'intervento.

L'intervento può essere eseguito in anestesia locale se l'ernia è piccola, in anestesia generale se l'ernia è più grande o nei casi complicati.

La ripresa dell'attività  lavorativa è rapida: sono sufficienti quindici - venti giorni di relativo riposo dopo l'intervento.

 


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