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La proctologia è la branca della chirurgia che si occupa dei disturbi anali.

Le patologie più frequenti come emorroidi, ragadi, fistole possono avere una terapia anche chirurgica.

 

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Emorroidectomia tradizionale

Ultimo aggiornamento Martedì 19 Novembre 2013 18:50

Le emorroidi sono molto frequenti e possono dare fastidi più o meno intensi per molto tempo. Quando i sintomi, il sanguinamento, il dolore si fanno molto frequenti, tanto da limitare le normali attività quotidiane, può essere necessario intervenire asportando le emorroidi.

L'intervento di emorroidectomia (secondo Milligan-Morgan) si esegue in sala operatoria con anestesia locale o spinale, dopo una semplice preparazione intestinale.

L'asportazione tradizionale delle emorroidi consiste nell'individuare i tre gavoccioli emorroidari principali e successivamente isolarli chirurgicamente, legarli e sezionarli.

L'intervento prevede di lasciare dei sottili ponti mucosi fra un gavocciolo e l'altro, in modo da ridurre i rischi di riduzione del calibro dell'ano dopo l'intervento.

Le ferite guariscono in circa trenta giorni e necessitano di igiene personale quotidiana accurata.

E' utile, dopo l'asportazione delle emorroidi per via chirurgica, assumere blandi lassativi allo scopo di favorire l'evacuazione intestinale. Fra i lassativi si possono indicare i derivati dello Psillio e il lattulosio.

A scopo antidolorifico si possono suggerire farmaci antidolorifici specifici per ogni paziente.

 

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Strangolamento emorroidario

Ultimo aggiornamento Martedì 19 Novembre 2013 18:50

Lo strangolamento emorroidario generalmente insorge su emorroidi prolassate di grado 3 o 4 che non si riducono nel canale anale per l'intenso edema. Il paziente solitamente presenta da lungo tempo una storia di fuoriuscita delle emorroidi durante la defecazione.

Il trattamento più adeguato è l'escissione dei gavoccioli emorroidari trombosati, con un classico intervento. L'alternativa può essere data dalla incisione delle emorridi trombosate per rimuovere i coaguli, ottenendo un miglioramento della sintomatologia dolorosa.

Una buona terapia antidolorifica è necessaria, assieme a semicupi tiepidi locali. Evitare la borsa del ghiaccio o simili, poichè si avrebbe una costrizione riflessa dello sfintere anale, peggiorando la situazione di strangolamento. Può essere utile aggiugere alla terapia antidolorifica preparati a base di flavonoidi od oxerutina che con la loro azione protettiva sui capillari migluiorano la sintomatologia locale. 

Il trattamento più adeguato va valutato sul singolo paziente, in base alle aspettative del paziente ed alle reali possibilità terapeutiche.

Lo strangolamento tende progressivamente a ridursi, con esito di marische perianali. Può ripresentarsi a distanza di tempo. 

 

 

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Emorroidectomia con stapler

Ultimo aggiornamento Sabato 09 Novembre 2013 22:44

Trattamento chirurgico delle emorroidi

Il trattamento delle emorroidi con emorroidectomia secondo Longo consiste nell'asportare la mucosa anale prolassata e i peduncoli emorroidari interni. In tal modo, la vascolarizzazione dei gavoccioli emorroidari è ridotta e così anche l'afflusso sanguigno al gavocciolo emorroidario; l'effetto finale è una riduzione significativa del prolasso mucoso emorroidario.

Si utilizza uno strumento meccanico monouso (stapler) che, appositamente inserito nel canale anale, contemporaneamente taglia i tessuti e cuce con punti metallici; i punti sono progressivamente eliminati dall'organismo con il transito intestinale.

La procedura si esegue completamente all'interno della zona insensibile del retto al di sopra della linea dentata del canale anale, permettendo una riduzione del dolore post-operatorio.

Sono tuttora in corso le valutazioni di efficacia rispetto alle tecniche classiche di asportazione delle emorroidi.

   

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Trombosi emorroidaria

Ultimo aggiornamento Martedì 19 Novembre 2013 18:51

La trombosi emorroidaria è una patologia benigna, frequente, che in genere  colpisce improvvisamente anche coloro che non hanno mai sofferto di sintomatologia specifica emorroidaria.

La patologia si presenta come una tumefazione rossastra dolente della regione perianale, che insorge rapidamente, con un dolore urente proporzionale alla grandezza della tumefazione. La massa contiene un trombo venoso, che si forma con una insorgenza improvvisa, all'interno del gavocciolo emorroidario.

Il dolore ha un picco di intensità intorno alle 48 ore, per poi regredire gradualmente nei giorni successivi.

Talvolta la tumefazione tende ad ulcerarsi, rilasciando materiale sieroso o poltaceo, causando talvolta una flogosi suppurativa della tumefazione e causando ulteriore insorgenza di dolore e notevole fastidio locale.

La tumefazione, se lasciata in sede, tende a ridursi spontaneamente nell'arco di qualche settimana, per effetto dei processi di riassorbimento spontanei; può residuare una piccola marisca cutanea.

Il trattamento di questa affezione emorroidaria varia in base al tempo trascorso dall'insorgenza dei sintomi ed alla sintomatologia dolorosa riferita dal paziente.

Se la tumefazione è molto dolente ed è insorta da meno di 48 ore, si può pensare ad un trattamento di incisione dell'emorroide trombizzata; se invece il dolore non è intenso o sono trascorsi più di tre giorni, può essere utile un trattamento non chirurgico, sintomatico. I farmaci antidolorifici sono suggeriti dal medico in modo specifico per ogni paziente. Un aiuto può venire da composti a base di flavonoidi che possono dare un aiuto sintomatico.

Un trattamento conservativo consiste nell'assumere farmaci antidolorifici, un blando lassativo di massa ed eseguire semicupi tiepidi da tre a quattro volte al dì, igiene locale con detergenti per igiene intima. Evitare di mantenere umida la zona per ridurre il rischio di macerazione locale.