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tiroide La chirurgia della ghiandola tiroidea è rivolta alla terapia del gozzo tiroideo, delle neoplasie tiroidee e delle paratiroidi

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Il nodulo tiroideo

Ultimo aggiornamento Sabato 09 Novembre 2013 22:42

Il nodulo tiroideo è la più frequente affezione della tiroide e colpisce più spesso le donne rispetto agli uomini. La sua prevalenza nella popolazione aumenta con il progredire dell'età.

Se i noduli sono multipli si può configurare un progressivo aumento del volume della tiroide fino al gozzo (cosiddetto gozzo multinodulere).

Il nodulo, di varia dimensione e consistenza, può essere visibile all'esame clinico del collo o in seguito ad un esame ecografico; la maggior parte dei noduli è benigno, salvo un 5% dei casi in cui è di natura tumorale.

Gli esami strumentali e di laboratorio per il nodulo tiroideo sono orientati a definirne la natura (benigna o maligna), e la associazione con una tiroidite cronica o acuta.

Tiroide

Le indagini di laboratorio sono volte a determinare il valore del TSH, che è un ormone ipofisario stimolante la tiroide, e i valori del FT4 e del FT3, gli ormoni prodotti dalla tiroide.

La presenza di TSH elevato con ormoni tiroidei diminuiti indica uno scarso funzionamento della tiroide, che viene stimolata dall'ipofisi, mentre un incremento del FT3 e FT4 indica un funzionamento autonomo della tiroide, spesso a causa di un nodulo iperfunzionante.

Per evidenziare la presenza di una tiroidite autoimmune si ricorre al dosaggio degli anticorpi antitireoglobulina ed antitireoperossidasi, che si elevano in caso di tiroidite di Hashimoto.

Il dosaggio della calcitonina serve ad identificare un carcinoma midollare della tiroide.

Le indagini strumentali sono:

  • l'ecografia, che serve ad indicare numero, dimensioni e struttura interna dei noduli, oltre a dare informazioni sulla presenza di adenopatie locoregionali nel collo;
  • L'ecocolordoppler fornisce informazioni sulla vascolarizzazione, importante per riconoscere un nodulo benigno da uno maligno;
  • la scintigrafia tiroidea permette di avere informazioni sulla presenza d noduli captanti (iperfunzionanti) o non captanti;
  • la TAC e la RM danno informazione sui rapporti della ghiandola con le strutture anatomiche vicine, utili in casi particolari