Notice

Ernie della parete addominale

Descrizione delle più comuni ernie della parete addominale: ernia epigastrica, ernia ombelicale, ernia di Spigelio

PDF

Ernia ombelicale

Ultimo aggiornamento Venerdì 16 Maggio 2014 21:34

Cosa è l'ernia ombelicale

L'ernia ombelicale è una fuoriuscita di visceri attraverso la cicatrice ombelicale. 

Il contenuto addominale (anse intestinali o tessuto grasso) si fa strada attraverso l'ombelico, che è una zona di debolezza congenita della parete addominale.

L'ernia ombelicale è più frequente in persone obese e in presenza di ascite (liquido libero in cavità addominale) ed altri fattori predisponenti (stipsi ostinata, sforzi intensi e prolungati negli anni), ma è presente in entrambi i sessi ed a tutte le età.

Inizialmente l'ernia può essere piccola, ma gradualmente tende ad aumentare di dimensioni, fino a raggiungere grandi dimensioni. In genere l'ernia ombelicale di piccole dimensioni contiene solo grasso dell'interno dell'addome, ma via via che aumenta di dimensioni nell'ernia può impegnarsi anche l'intestino tenue, diventando una ernia a contenuto intestinale.

Diagnosi di ernia ombelicale

La diagnosi di ernia ombelicale in genere si fa perché è presente una tumefazione rotondeggiante in corrispondenza della cicatrice ombelicale, di consistenza molle elastica. Il vostro medico Curante saprà dare le risposte ai vostri dubbi.

ernia ombelicale tratta da Wikipedia

Complicanze dell'ernia ombelicale

L'ernia ombelicale, come tutte le ernie, può andare incontro a complicazioni e le più frequenti complicazioni sono:

  • l'incarceramento,
  • l'intasamento erniario,
  • lo strozzamento erniario.

Queste complicanze possono essere variamente intersecate fra di loro e susseguirsi l'una all'altra in un crescendo di gravità.

L'incarceramento erniario è causato dalla presenza di tessuti erniati nel cingolo erniario, senza possibilità di riduzione spontanea per fenomeni infiammatori fra il contenuto erniario e la parete dell'ernia.

L'intasamento erniario comporta la formazione di una ostruzione intestinale causata dall'impegno di una ansa intestinale nel cingolo dell'ernia: questo comporta una occlusione intestinale che necessita di essere risolta in tempi brevi.

Lo strozzamento erniario è la complicanza più grave. Si verifica in caso di strangolamento delle strutture vascolari da parte del cingolo erniario portando in sofferenza i tessuti intestinali erniati. Necessita di terapia chirurgica sollecita per evitare conseguenze più gravi all'intero organismo. In caso di strangolamento la soluzione consiste nell'intervento chirurgico di riduzione dell'ernia e di plastica della parete, per chiudere l'ernia ed evitare il ripetersi dello strozzamento.

Intervento chirurgico per ernia ombelicale

L'intervento programmato per riparazione di una ernia ombelicale si esegue in anestesia locale o generale, secondo l'entità dell'ernia. Si esegue una incisione intorno all'ombelico e si circonda l'ernia. Una volta che l'ernia è isolata si reinserisce in addome e si chiude la porta erniaria, talvolta inserendo una protesi in rete biocompatibile per ridurre il rischio di recidiva erniaria. Spesso l'intervento può essere eseguito in regime di chirurgia di un giorno solo.

La ripresa dell'attività dopo intervento per ernia ombelicale

La ripresa lavorativa è rapida: sono sufficienti quindici - venti giorni di relativo riposo dopo l'intervento; sono presenti variazioni in base alle dimensioni dell'ernia ed al tipo di riparazione. Per ridurre il rischio di recidiva erniaria può essere utile indossare una fascia elastica al corpo per circa trenta giorni dopo l'intervento da indossare prima di alzarsi e da togliere quando ci si distende per riposarsi la notte. E' inoltre utile evitare di eseguire attività fisiche pesanti, sia per lavoro che per attività sportiva per almeno un mese dall'intervento.

 

PDF

Complicanze delle ernie

Ultimo aggiornamento Venerdì 16 Maggio 2014 15:45

Complicanze delle ernie

Le complicanze delle ernie sono essenzialmente quattro:

  • strozzamento
  • incarceramento
  • intasamento
  • infiammazione del contenuto erniario


Lo intasamento erniario è determinato dallo accumulo di materiale fecale nelle anse intestinali erniate. L'accumulo determina una occlusione intestinale più o meno accentuata con comparsa di dolore addominale, nausea e vomito. E' presente spesso dolore locale nella sede dell'ernia; se non si riesce a sbloccare la situazione, l'incarceramento può evolvere in strozzamento erniario.

Lo strozzamento erniario necessita di consulenza medico chirurgica urgente per determinare se è possibile ridurre lo strozzamento con opportune manovre manuali; il chirurgo può decidere in alcune situazioni di procedere ad intervento chirurgico di urgenza.

Se lo strozzamento non viene risolto può realizzarsi una necrosi di ansa intestinale con successiva peritonite, stato di shock settico e gravi ripercussioni sullo stato di salute.

L'incarceramento dell'ernia determina una situazione in cui l'ernia, una volta impegnata nella porta erniaria, non riesce più a rientrare nella cavità addominale, pur in presenza di un quasi normale funzionamento dell'ansa intestinale. In generale una ernia che non rientra più nella cavità è un indicazione all'intervento correttivo.

 

PDF

Ernia epigastrica

Ultimo aggiornamento Venerdì 16 Maggio 2014 15:44

Cosa è l'ernia epigastrica

L'ernia epigastrica è una tumefazione o un rigonfiamento generalmente collocata sulla linea mediana dell'addome fra la parte bassa dello sterno e l'ombelico. Può essere identificata anche come ernia delle linea alba. La linea alba decorre nel centro dell'addome, sulla parete anteriore, dallo sterno fino al pube. In parole semplici, è la linea di mezzo dell'addome.

Cause di ernia epigastrica

L'ernia epigastrica si forma attraverso delle zone di debolezza congenita della parte mediana dell'addome, a lato dei muscoli retti addominali, in genere nel punto di passaggio di un vaso sanguigno. Può comparire dopo sforzi addominali violenti o dopo la gravidanza.  Può essere di piccole dimensioni e gradualmente raggiunge volumi più elevati per effetto della pressione addominale. Si caratterizza per la fuoriuscita di tessuto adiposo, ma talvolta anche per la fuoriuscita di parte dell'intestino, via via che l'ernia diviene più grande.

Sintomi dell'ernia epigastrica

La sintomatologia di esordio è in genere caratterizzata da un gonfiore di piccole dimensioni, che scompare in posizione distesa e si accentua in posizione eretta. L'ernia epigastrica può dare una sintomatologia lieve che progressivamente tende ad aumentare. In alcuni casi tende a dare sintomi di incarceramento e di strozzamento, evento associato ad irriducibilità dell'ernia dentro la parete addominale ed associato a dolore, accompagnato da nausea e vomito persistente. Lo strozzamento necessita di visita medica sollecita e di intervento chirurgico se non si riesce a ridurre l'ernia.

La cura è solitamente chirurgica, attraverso una piccola incisione cutanea e la chiusura del difetto erniario. Il chirurgo può decidere di utilizzare una protesi in materiale plastico biocompatibile per ridurre il rischio di recidiva erniaria dopo l'intervento.

Intervento per ernia epigastrica

L'intervento per ernia epigastrica può essere eseguito in anestesia locale se l'ernia è piccola, in anestesia spinale o anestesia generale se l'ernia è più grande o nei casi complicati. Talvolta si usano delle reti in materiale biocompatibile permanente con l'intento di ridurre il rischio di recidiva. Si consiglia di indossare una fascia elastica per almeno un mese dopo l'intervento per facilitare la corretta guarigione. L'intervento consiste nell'eseguire una incisione sulla cute sovrastante l'ernia, riportare l'ernia dentro l'addome e chiudere la fascia muscolare dove c'era l'ernia, associando il posizionamento di una rete ancorata ai tessuti circostanti.

La ripresa dell'attività  lavorativa è rapida: sono sufficienti quindici - venti giorni di relativo riposo dopo l'intervento per riprendere un lavoro non pesante.